sabato 15 giugno 2013

Decreto del Fare

Con il "decreto del Fare" il governo Letta prova dare una svolta al proprio operato, fin qui veramente lento e farraginoso. Il pacchetto delle misure messe in campo prevede un decreto e un disegno di legge che avrà lo scopo di intervenire su diversi temi: dall'alleggeriemnto delle bollette al divieto di pignoramento sulla prima casa, fino all'addio al libretto sanitario e la digitalizzazione dei servizi. 

BOLLETTE - Previsto il taglio delle bollette elettriche ai cittadini e alle aziende per oltre 500 milioni di euro l'anno, attraverso la riduzione di oneri impropri e rendite. 

EQUITALIA CASA E MUTUI - Per le espropriazioni della prima casa, Equitalia manterrà le garanzie e la prelazione nell'incasso del credito, ma non potrà più far suo l'immobile, con l'eccezione di ville, castelli e case signorili. Respirerà anche chi non riesce a pagare il mutuo: prima di decadere dal piano di dilazione, lo Stato concede 5 mesi di tempo (e non solo 2 come è stato fino a oggi). 

PICCOLE OPERE - Il governo mette in campo finanziamenti per rilanciare 6 mila cantieri, attingendo dagli investimenti per Tav e Ponte sullo Stretto. 

LIBRETTO SANITARIO - Viene creata l'Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana), che dovrà monitorare le prestazioni erogate dalle Asl. Il libretto sanitario personale scomparirà: le informazioni saranno online. 

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI - Se le Pubbliche Amministrazioni tarderanno ad arrivare alla conclusione di un procedimento amministrativo, gli utenti potranno rivalersi. La sanzione sarà di 50 euro al giorno per un massimo di 4.000 euro. 

UNIVERSITA' E RICERCA - Nelle università salirà il turnover (dal 20 al 50%). Per gli studenti diplomatisi con 95/100 o con un voto superiore che intendono frequentare l'università fuori dalla propria città, ci sono a disposizione 19 milioni di euro in borse di studio fino al 2017. 

Sul fronte dell'Imposta sul valore aggiunto c'è da dire che nessuna decisione è stata presa allorquando mancano 15 giorni all'aumento di un punto percentuale. Letta, Saccomanni e Zanonato sono stati chiari. "Le risorse per scongiurare l'aumento non ci sono". Frange di Pd e Pdl, però, insistono nella direzione opposta. Fassina e Brunetta, per una volta d'accordo, spingono per lo stop all'incremento dell'imopsta. Trovare le coperture in due settimane è pressocché impossibile, perché significherebbe tagliare in modo sostanzioso altrove e, si sa, il taglio degli sprechi non è una strada percorribile da nessun governo, in Italia. L'unica alternativa all'aumento pare essere, in questo momento, una proroga. Sarebbe un modo per prendere tempo in vista di uno stop definitivo. Una soluzione classica all'italiana, insomma.

giovedì 13 giugno 2013

Nei contratti di mutuo clausole che permettono alle banche di superare il tasso di usura

La Federconsumatori, nello specifico la sezione di Cosenza, si mobilita dopo la decisione della Suprema Corte di Cassazione di permettere alle banche di inserire nei contratti di mutuo clausole che, di fatto, non contrastano la possibilità, da parte degli istituti di credito, di superare il tasso di usura, grazie al cumulo del tasso di interesse sul mutuo e del tasso di mora.

In seguito alla sentenza, moltissimi cittadini si sono rivolti allo sportello della Federconsumatori di Cosenza, chiedendo delucidazioni sulla vicenda e assistenza tecnico-legale. La Federconsumatori di Cosenza ha, di conseguenza, deciso di prendere posizione al riguardo, orientandosi a chiedere la nullità parziale dei contratti, ritenendo il contratto valido in sé, ma nulle le singole clausole “incriminate”.

La Federconsumatori di Cosenza, inoltre, chiederà sia all’Abi sia alla Banca d’Italia la rinegoziazione dei vecchi contratti di mutuo, al fine di cancellare la clausola in questione; l’eliminazione di tale clausola dai contratti futuri; la restituzione delle somme pagate in più e relative al superamento dei tassi di usura.

La Federconsumatori di Cosenza ha intenzione di chiedere anche, alle singole banche, la restituzione delle somme pagate in più, in tutti i casi in cui sia stato superato il tasso di usura. A tal proposito, prevedendo una certa resistenza da parte degli istituti di credito, la Federconsumatori di Cosenza sta valutando l'opportunità di rivolgersi ai Tribunali competenti per avviare cause pilota con l’obiettivo di chiedere la nullità parziale dei contratti e la restituzione delle somme pagate in eccesso.

lunedì 10 giugno 2013

Prestiti personali per i matrimoni in aumento anche se gli importi sono inferiori rispetto al passato

La bella stagione, si sà, porta con se oltre al risveglio della natura in tutte le sue forme ed espressioni, anche gli esseri umani ad intraprendere un percorso di vita insieme. Ecco quindi arrivare in massa matrimoni su matrimoni che, da maggio fino a ottobre invadono festosamente le chiese di tutta Italia e del mondo intero. Però sposarsi ai giorni nostri non è certo cosa facile e richiede sicuramente uno sforzo economico non indifferente. A tal fine si evidenzia una netta impennata dei prestiti personali richiesti proprio per questo fine anche se, a dire il vero, gli importi medi sono sensibilmente diminuiti. Come dire, un aiutino serve senz'altro ma non più di tanto per non trovarsi in una situazione ancora più pesante determinata dal pagamento di numerose rate alla finanziaria o alla banca che ha erogato il finanziamento. Fino ad un paio di anni fa l'importo medio richiesto dai futuri sposi si avvicinava a 16.000 euro, oggigiorno è sceso a 9.000 euro. Il dato è alquanto significativo e segna una svolta negativa pari quasi al 50%. La crisi è stringente sotto tutti i punti di vista e i matrimoni, riti tradizionali ai quali siamo affezionatissimi, iniziano a dover fare i conti con un regime di austerity decisamente pessimo. Le cerimonie sono divenute più sobrie ed anche l'indotto ne ha risentito moltissimo. Le sale ricevimento sono spesso meno affollate rispetto ad un tempo. Sposarsi è un lusso e non sempre conviene farlo, anche se si ha la possibilità di prendere un piccolo prestito.

giovedì 30 maggio 2013

Il conto corrente a costo zero esiste davvero?

Il conto corrente a costo zero esiste davvero? Si c'è. Ma per trovarlo devi sapere quali sono le spese nascoste e quali banche pagano al posto tuo anche le tasse dovute allo Stato. Lo pubblicizzano in tanti, ma i dubbi restano. É possibile che un conto corrente sia a zero spese? Solo in casi rarissimi. Perché qualcosa da pagare c'è sempre, a partire dalle imposte. Ecco come difenderti da brutte sorprese. "Regola numero uno: imparare a leggere le condizioni economiche del conto che propongono e contrattare" spiega Vito Di Dario, responsabile del sito specializzato OF - Osservatorio Finanziario. Vediamo le principali voci a cui fare attenzione per capire la convenienza o meno di un conto.

Occhio alle imposte di bollo. Si tratta dei soldi prelevati dallo Stato. Su ogni conto si pagano 34 euro l'anno, con due eccezioni: se si ha una giacenza inferiore a 5.000 euro o un reddito annuo minore di 7.500 euro. "Se si possiede un dossier titoli, c'è un'ulteriore imposta" aggiunge l'esperto "cioè lo 0,15% annuo sul valore totale delle azioni o degli altri strumenti di risparmio".

Calcola le tue operazioni. Le spese nascoste scattano ogni volta che utilizzi il conto. Magari effettui molti prelievi al Bancomat e paghi 1 o 2 euro ogni volta che lo fai da un istituto diverso dal tuo. Oppure c'è un costo per tutti i bonifici che fai allo sportello.

Punta sull'online. L'abitudine di andare alla banca sotto casa oggi ha un prezzo. "I conti più convenienti sono quelli online" consiglia l'esperto. "Di solito non hanno costi per le operazioni più comuni, l'estratto conto arriva sul computer e alcune banche si accollano anche l'imposta statale, quella di 34 euro, fornendo davvero un conto a costo zero".

Chiedi l'estratto conto via email. Ricevere a casa il dettaglio delle spese ogni mese o trimestre ha sempre un costo di 1 o 2 euro. Come evitarlo? Si può chiedere di sospendere l'invio o di farselo mandare soltanto via email.

Se poi hai in mano il foglio informativo sul conto corrente che vorresti sottoscrivere, stai bene attento all'ISC (Indicatore sintetico di costo). Qui ogni istituto di credito è obbligato a scrivere una media delle spese secondo profili standard individuati dalla Banca d'Italia. Se trovi "zero" sei a posto. Ma in tutti gli altri casi, cioé se viene indicata una cifra, quella è il costo reale. Fatti allora spiegare bene quali operazioni quel conto comprende e inizia a contrattare. Oppure cerca altrove.

venerdì 10 maggio 2013

SpecialCash Postepay il mini prestito personale di Poste Italiane

SpecialCash Postepay è un piccolo prestito erogato da Poste Italiane, in collaborazione con Compass S.p.A., che ha la caratteristica di poter essere richiesto da chiunque sia in possesso di una carta PostePay attiva, senza che vi sia la necessità di giustificare il motivo per il quale si richiede il prestito e senza dover offrire alcuna garanzia reddituale di particolare entità. Richiedere SpecialCash Postepay è facilissimo. Basta recarsi presso un qualsiasi ufficio postale e compilare un apposito modellino. Insieme a quest'ultimo vanno presentati un documento d'identità valido e la propria tessera sanitaria. Per i cittadini stranieri, invece, è necessario presentare un documento che attesti il reddito percepito, il passaporto unitamente ad un altro documento d'identità e il permesso di soggiorno in corso di validità. Il plafond disponibile è stato tarato su tre misure diverse, in grado comunque di assolvere esigenze di credito di piccola entità. Si parte dal mini prestito da 750 euro, rimborsabile in 15 mesi al Taeg del 17,83% con una rata di 54,50 euro, per passare al taglio medio da 1.000 euro al Taeg del 16,29% rimborsabile in 20 mesi pagando una rata pari a 56 euro, per finire al piano più consistente che ha un ammontare di 1.500 euro al Taeg del 15,34% e prevede un piano di ammortamento costituito da rate di importo pari a 71,50 euro. Il costo complessivo dell'operazione, a seconda del tipo di ricarica prescelta, varia da un minimo di 83,93 euro, ad un massimo di 232,43 euro. Decisamente buono. Il rimborso delle rate avviene direttamente su conto corrente o tramite bollettino postale a seconda delle preferenze. L'invio delle comunicazioni e l'eventuale estinzione anticipata sono gratuite. Il TAN fisso è pari allo 0%. Si tratta di un buonissimo servizio a nostro parere. Comodo, semplice e chiaro, con costi contenuti e procedure snelle. VOTO: 9

venerdì 19 aprile 2013

Il crowd funding in Italia finanzia nuove idee imprenditoriali grazie a Com Unity

Ottenere prestiti è diventato sempre più difficile e la crisi impone a banche e clienti di cercare nuove soluzioni per dare vita ai loro progetti. O di copiarle dalla rete, come ha fatto Banca Interprovinciale (spa fondata nel 2009) con Com Unity, un portale che ospita idee imprenditoriali da sostenere esclusivamente attraverso il crowd funding. Le regola chiave del modello nato con Kickstarter sono note: c'è un progetto proposto e un limite di tempo per raccogliere una somma di denaro. In questo caso c'è di mezzo anche una banca che, se il tetto viene raggiunto, trattiene il 4%. Altrimenti le quote vengono restituite. Inoltre i singoli contributi devono essere contenuti, per privilegiare l'estensione del finanziamento piuttosto che il valore pro capite. Ma cosa differenzia questa piattaforma di crowd funding da siti che svolgono un servizio simile? La presenza di un comitato etico e di un business coach. Il primo attesta la fattibilità economica dei progetti, il secondo fornisce consulenze a chi intende avviare una campagna in cambio dell'1% del valore della stessa. Si tratta di professionisti esterni alla banca, che svolgono la funzione di garanti. Secondo il direttore generale, Alessandro Gennari, si tratta di "un riavvicinamento all'essenza oggi un po' estinta della missione originaria: selezionare idee, puntare sui progetti migliori e capire, conoscendoli, quali imprenditori sostenere". Insomma, è ora che le banche tornino a fare le banche.

giovedì 18 aprile 2013

Per ottenere un prestito non conta solo essere solvibile, contano anche gli amici di Facebook

La rete di contatti sui social network è più importante di quello che pensavamo. E non solo per la riuscita di una festa o per organizzare una partita di calcetto. Dal livello delle nostre conoscenze può, infatti, dipendere anche il nostro mutuo. O un prestito per comprare l'auto. Tutto merito, o colpa, di un manipolo di startup convinte che nelle relazioni online si nascondano indicazioni sulla solvibilità di chi chiede aiuti finanziari. L'americana Neo, per esempio, sbircia, con il permesso dell'interessato, le connessioni su LinkedIn per decidere se concedere o meno un aiuto all'acquisto di una macchina. Analizzando la rete di colleghi, un software valuta l'autenticità dei posti di lavoro dichiarati oppure, attribuendo un punteggio ai contatti, stima quanto velocemente un licenziato può trovare un nuovo lavoro. Lenndo, azienda di Hong Kong, permette, invece, agli amici di Facebook di garantire per chi chiede un prestito. E per assicurarsi che siano effettivamente amici, il programma investiga l'effinità lessicale dei post. Anche in Europa qualcosa, in tal senso, si muove: Kreditech, startup specializzata in elargizioni di piccola entità in Germania, Spagna e Polonia, decide se sganciare o meno i soldi anche sulla base dei quartieri in cui vivono i contatti di Facebook dei potenziali clienti o degli impieghi che sostengono di avere. E se un conoscente digitale ha fatto bancarotta ecco che le chances di ottenere denaro diminuiscono assai. Morale: attenti, un'amicizia sbagliata può costare molto caro!

sabato 13 aprile 2013

Il miraggio dei mutui agevolati per le giovani coppie italiane

In Italia ci sarebbe un Fondo destinato ad agevolare l'accesso al credito di una miriade di giovani coppie eppure, inspiegabilmente, le banche, in totale, da quando è stato istituito il Fondo, hanno erogato appena 96 mutui! Le condizioni di accesso al credito per molti istituti operanti in Italia sono sensibilmente peggiorate (mancanza di fiducia tra le banche) e questo si è riflesso non tanto sugli indici Euribor ma più sugli spread applicati dalle banche. Così, se ad agosto lo spread medio era inferiore all'1,5% da settembre è salito al 3%, raddoppiando. Inoltre, per la stessa logica, molti istituti hanno deciso di defilarsi dal mercato applicando spread carissimi (anche superiori al 5%). Il rincaro degli spread è certamente la causa principale del mancato decollo del fondo. E il motivo per cui molti istituti hanno creato ostacoli alle giovani coppie che si sono presentate allo sportello, requisiti alla mano, chiedendo il prestito agevolato. Per questa ragione il governo uscente ha deciso di modificare i requisiti di accesso al Fondo. Le ultimissime novità in materia stabiliscono che non si conteggia più uno spread dell'1,5% ma viene indicato che il tasso finale applicato sul mutuo non deve essere superiore al tasso effettivo globale medio, pubblicato trimestralmente dal ministero dell'Economia. Per rendere meno selettivo il fondo, è previsto anche che salti il vincolo del possesso di almeno il 50% di un reddito da lavoro dipendente e a tempo indeterminato e che salga da 35.000 a 40.000 euro il reddito complessivo ai fini Isee necessario per l'accesso al Fondo. Gli istituti di credito e tutti i soggetti finanziatori, inoltre, non potranno più chiedere ulteriori garanzie non assicurative ai giovani futuri mutuatari. Speriamo che queste misure siano sufficienti a dare nuova linfa ad uno strumento che nelle intenzioni è sicuramente meritevole di lodi, ma che nei fatti è diventato una chimera per tutti.

mercoledì 3 aprile 2013

Nuovo conto Bancoposta Più

Conto BancoPosta Più è un conto corrente che vi offre un'ampia gamma di prodotti e servizi adatti a ogni esigenza finanziaria. Il canone mensile ammonta a 4 euro e comprende:

  • una carta di debito Postamat Maestro utilizzabile presso gli sportelli automatici ATM bancari e postali (i prelievi da ATM Postamat sono gratuiti);
  • servizio di Internet Banking (BancoPosta Online) gratuito per accedere al tuo conto corrente anche online;
  • estratto conto mensile cartaceo oppure online gratuito;
  • domiciliazione utenze gratuite;
  • tasso creditore annuo lordo dello 0,25%.
Conto BancoPosta Più vi offre la possibilità di azzerare il canone mensile di 4 euro se sul vostro conto accreditate lo stipendio, la pensione o ricevete un bonifico mensile di almeno 700 euro e se, in più, scegliete due tra i seguenti prodotti o servizi finanziari: 

  • Domiciliazione utenze: classica modalità di pagamento delle bollette senza che vi sia la necessità di recarsi presso un ufficio postale e senza alcun costo aggiuntivo;
  •  Secondo accredito di stipendio o pensione: con l'accredito della pensione si ha un'assicurazione gratuita contro il furto di contante fino ad un massimo di 700 euro l'anno, nelle due ore successive al prelievo effettuato presso gli Uffici Postali o presso gli sportelli automatici postali e bancari;
  • Carta di credito BancoPosta Più, carta di credito BancoPosta Classica o carta di credito BancoPosta Oro: un'offerta completa di carte di credito, a saldo o con modalità di rimborso rateale, idonee a soddisfare ogni esigenza di acquisto in Italia e all'estero o anche su Internet;
  • Mutuo BancoPosta: la soluzione più adatta alle proprie esigenze che permette di finanziare i progetti più importanti;
  • Fondi BancoPosta Piani di Accumulo Capitale (PAC): le soluzioni di investimento per un agestione professionale del risparmio;
  • Obbligazioni Poste Italiane S.p.A.: l'opportunità di investimento per diversificare i propri risparmi (possesso rilevato nell'ultimo giorno del mese di riferimento del prodotto regolato sul mercato primario);
  • Prodotti assicurativi Poste Vita Ramo I e Piano di previdenza integrativa PosteVita;
  • Telepass Family BancoPosta: un sistema pratico e veloce per il pagamento telematico dei pedaggi autostradali.
Per i conti BancoPosta Più in essere al 31/12/2012 e per i Conti BancoPosta che migrino al Conto BancoPosta Più, per poter azzerare il canone mensile è necessario che almeno uno dei suddetti casi sia nuovo, ovvero non sia già presente nei sei mesi precedenti al primo gennaio 2013 o dalla data di sostituzione dei conti BancoPosta con il Conto BancoPosta Più.

La verifica della presenza delle condizioni che determinano l'azzeramento del canone è effettuata mensilmente, i primi giorni del mese successivo al mese di riferimento. L'azzeramento è realizzato mediante riaccredito del canone mensile contestualmente all'addebito dello stesso, con stessa data contabile e stessa data valuta. Nel mese di estinzione del conto corrente non sarà rimborsato l'ultimo addebito del canone mensile. 

martedì 2 aprile 2013

Investire sui Paesi emergenti

I Paesi emergenti producono il 50% della ricchezza mondiale, hanno una popolazione giovane e il debito pubblico è sotto controllo, a differenza dell'Europa. Persino Banca Etica ha rivisto la scelta di non vendere prodotti finanziari legati a queste aree (i problemi sono corruzione, povertà, mancanza di democrazia). "Ne abbiamo messo sotto osservazione alcuni e penso che il Brasile sarà una delle nostre proposte per il 2013" - spiega Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr - "ma la vera novità è l'Africa subsahariana è uno dei mercati più promettenti per gli investitori ma le società quotate in Borsa sono ancora poche per cui può essere difficile trovare titoli da acquistare" - ha spiegato, invece, Alida Carcano, vicepresidente della società d'investimenti Valeur. Sul mercato ci sono fondi specializzati (soprattutto Sudafrica) o con un approccio più ampio (i global emerging markets), che investono dalla Cina al Brasile, alla Malesia, passando per Monzambico e Ghana. Il colosso svizzero Pictet ha lanciato un fondo che investe in società quotate nelle Borse di Paesi emergenti che distribuiscono alti dividendi: si guadagna dalla crescita del titolo in Borsa e anche dalla cedola. Il Fondo monetario internazionale, in merito agli investimenti relativi ai Paesi africani, prevede una crescita superiore al 5,5% nel corso di quest'anno. L'investimento va fatto minimo per 5 anni, in modo da assorbire le fluttuazioni dovute a Paesi ancora instabili sotto il profilo politico e dell'inflazione. Il rischio dell'investimento è medio-alto, il che vuol dire che è consigliabile affidarsi a dei professionisti piuttosto che ricorrere al fai da te.
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